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Trib. Milano 10 aprile 2017: In caso di estinzione della società conseguente alla cancellazione d’ufficio dal Registro delle Imprese, i rapporti giuridici non si estinguono, atteso che, sulla base delle conclusioni cui sono pervenute le Sezioni Unite della Corte di Cassazione con la pronuncia n. 6070/2013, si registra un fenomeno successorio in forza del quale le obbligazioni, i diritti e i beni omessi nel bilancio di liquidazione si trasferiscono ai soci (nel caso di specie il Tribunale, constatato che nonostante l’estinzione della società ex art. 2490, ult. co., c.c., questa risultava ancora intestataria di un bene immobile gravato da ipoteca, ha accertato che, in virtù del fenomeno successorio, lo stesso era divenuto di proprietà dell’unica socia a far data dal giorno di cancellazione dal Registro delle Imprese).

Trib. Milano 23 marzo 2017: La delibera assembleare volta a imporre ai soci una partecipazione paritaria alla copertura delle perdite e alla concessione di garanzie in favore della società viola il principio costituivo delle società di capitali di limitazione della responsabilità dei soci nella misura del capitale sottoscritto e, come tale,  va dichiarata nulla per “impossibilità giuridica” dell’oggetto delle determinazioni assunte.

Trib. Milano 7 marzo 2017: Il patto parasociale in tema di immediata esigibilità della restituzione del finanziamento del socio convenuto, altrimenti sottoposto a rateizzazione, al verificarsi dell’exit di quest’ultimo dalla struttura del gruppo deve essere interpretato dal giudice in modo letterale, in considerazione del fatto che ciascuna delle parti era professionalmente attrezzata per comprendere la diversa portata delle clausole e la loro successione nel testo negoziale, in assenza di successivi comportamenti delle parti che denotino una diversa volontà (nel caso di specie, il Tribunale ha rigettato l’argomentazione di parte convenuta secondo cui un’interpretazione secondo buona fede del testo negoziale nonché un’interpretazione complessiva delle varie clausole ammetterebbero l’immediata esigibilità anche del credito opposto in compensazione, previsto dallo stesso patto, da clausola distinta ma immediatamente successiva alla “prima”, che prevede un credito di parte convenuta nei confronti di parte attorea, rateizzato e a decorrere però da data futura, dunque non immediatamente esigibile. A tale seconda clausola non può infatti estendersi la precedente clausola di immediata esigibilità del credito verso parte convenuta a fronte del suo recesso, con conseguente impossibilità di compensazione tra i due crediti non essendo entrambi immediatamente esigibili).

 

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