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I giocatori di carte; Paul Cezanne

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Cass. civ. Sez. I Ord., 24/05/2018, n. 12957

In caso di separazione coniugale e relativamente alla residenza dei figli, qualora il giudice intenda disattendere le dichiarazioni del minore e le conclusioni peritali, deve motivare la sua decisione con particolare rigore e pertinenza. Occorre, dunque, sempre procedere alla verifica su quale sia la residenza del figlio minore, presso il padre o la madre, maggiormente corrispondente al suo interesse. Verifica che (come affermato nella fattispecie), partendo dall'ascolto del minore, prenda in esame il contesto dei due nuclei familiari, l'idoneità genitoriale e la esigenza primaria della conservazione del legame e della condivisione di vita con i propri fratelli.

Cass. civ. Sez. VI - 3 Ord., 22/05/2018, n. 12605

Ove il controricorso per cassazione sia notificato a mezzo posta elettronica certificata e sia versata in atti solo una copia analogica del controricorso e finanche una copia analogica del messaggio di posta elettronica con cui questo sarebbe stato notificato, ma prive dell'attestazione di conformità ai documenti informatici da cui sono tratte, ai sensi dell'art. 9, comma 1 bis, della legge n. 53 del 1994 e successive integrazioni, non può dirsi sussistente la prova della ritualità e tempestività della notificazione e del deposito del controricorso stesso. Pertanto, in difetto di altri elementi agli atti da cui desumere univocamente tali circostanze, alla controricorrente che non abbia svolto alcuna altra attività difensiva nel giudizio di legittimità non possono essere riconosciute le spese.

Cass. civ. Sez. III, 10/05/2018, n. 11272

Va esclusa la sussistenza del nesso causale tra la condotta dei produttori e distributori di sigarette ed il danno derivato al soggetto in conseguenza del fumo, per avere essi incluso nel tabacco sostanze tali da generale uno stato di bisogno imperioso con dipendenza psichica e fisica. Rileva, in tal senso, da un lato la circostanza che la dannosità del fumo costituisce da tempo dato di comune esperienza, di talché non può enfatizzarsi, per sostenere la pretesa risarcitoria, il ruolo dell'avvertenza introdotta dall'art. 46 della legge n. 428 del 1990, e, dall'altro, il fatto che anche a voler configurare una responsabilità ex artt. 2043 e 2050 c.c.in capo al produttore, si perverrebbe ugualmente ad escludere il nesso di causalità in applicazione del principio della causa prossima di rilievo, costituito nella fattispecie da un atto di volizione libero, consapevole ed autonomo di soggetto dotato di capacità di agire, quale scelta di fumare nonostante la notoria nocività del fumo, a maggior ragione in una fattispecie caratterizzata da abuso (come nella specie).

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