NELLA VIOLENZA PRIVATA ANCHE I MEZZI ANOMALI RISULTANO IDONEI AD IMPEDIRE LA LIBERA DETERMINAZIONE DEL SOGGETTO PASSIVO

Cass. pen., Sez. V, ud. 18/07/2018, n. 40482, Pres. Vessichelli, Rel. Scordamaglia

Con la presente sentenza la Corte di Cassazione decide in materia di violenza privata, confermandone i precedenti.

Il ricorrente veniva riconosciuto colpevole del delitto sopra citato per aver impedito, per giorni, la chiusura di un cancello posto sulla proprietà della persona offesa, affetta da disabilità, in modo tale da impedirne il transito, altresì parcheggiando un’autovettura in loco e sedendo sui battenti della proprietà.

La Suprema Corte, che rigetta per infondatezza il ricorso, basato su asserito vizio di violazione di legge nell’applicazione della norma di parte speciale, coglie l’occasione con la presente per specificare che, in tema di violenza privata, unanime giurisprudenza della Corte di legittimità ritiene che il delitto sia da ritenersi consumato e perfetto in presenza di qualsiasi mezzo idoneo a privare coattivamente l’offeso della libertà di determinazione e di azione, potendo consistere anche in una violenza “impropria”, che si attua attraverso l’uso di mezzi anomali ma diretti ad esercitare pressioni sulla volontà altrui, impedendone la libera determinazione.

È proprio sulla base di tale principio che sono stati poi ricavati gli elementi costitutivi, ovvero la forza intimidatrice correlata ad un’azione ostruzionistica, capace di esercitare coazione sulla persona offesa, la quale per effetto di tale incisione sulla sua libertà di autodeterminazione, qualunque sia il mezzo con la quale questa è arrecata purchè idoneo allo scopo, è posta nelle condizioni di subire una situazione non corrispondente al proprio volere.

Nel caso di specie, è stata riconosciuta la condotta dell’imputato integrante tutti i tratti qualificanti del fatto tipico, in accordo anche alle precedenti e conformi interpretazioni di legittimità.

 La Corte di Cassazione ha confermato le statuizioni dei precedenti gradi di giudizio.

Riportiamo di seguito il link della sentenza:

http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snpen&id=./20180921/snpen@s50@a2018@n40482@tS.clean.pdf

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