LA DESIGNAZIONE DEL SOSTITUTO PROCESSUALE (AVVOCATO) TRAMITE DELEGA ORALE, È CONSENTITA.

Cass. Pen., Sez. I, Sent. 25 ottobre 2018, n. 48862, Pres. Di Tomassi, Rel. Centofanti 

 

Con la sentenza n. 48862 del 25.10.2018, la Corte di cassazione afferma che l’art. 96, co. 2 c.p.p. – da interpretare alla luce della legge n. 247/2012 che (tacitamente) abroga l’art. 9 R.D.l. 1578/1993 [l. 36/1934] –, consente la designazione dell’avvocato sostituto da parte del difensore titolare tramite una mera delega ‘orale’.

Superando il precedente orientamento di legittimità, secondo cui la delega ex art. 102 c.p.p. deve necessariamente essere conferita per iscritto, la Suprema Corte sostiene l’avvenuta ‘riforma’ di tale approccio per effetto della legge n. 247 del 2012, il cui art. 14, intitolato «Mandato professionale. Sostituzioni e collaborazioni», prevede, tra l’altro, che l’avvocato possa nominare stabilmente uno o più sostituti presso ogni ufficio giudiziario, depositando la nomina presso l’ordine di appartenenza (comma 4), ma possa altresì, in via contingente, farsi sostituire da un altro avvocato, o praticante abilitato, con incarico verbale nel primo caso, e scritto nel secondo (comma 2)”.

In tal senso, pare semplificarsi il compiersi dell’attività difensiva tramite sostituto, al fine di garantire un esercizio quanto più ‘efficiente’ e immediato possibile del diritto di difesa; direzione, quest’ultima, che secondo gli ermellini è da considerarsi univoca nell’attuale assetto ordinamentale, posto che “la designazione di un difensore sostituto risponde normalmente all’esigenza di sopperire all’impossibilità di presenziare all’udienza (o all’atto da compiere) da parte del difensore titolare» e che già “negli ordinamenti dei Paesi di tradizione giuridica affine a quella italiana, come la Francia, la sostituzione all’udienza dell’avvocato officiato dal cliente non richiede forma scritta, salvo casi particolari, e presuppone il solo onere di informare preventivamente il cliente (Reglement Intérieur National, art. 6.2); ma anche in un ordinamento di tipo anglosassone, come quello inglese, la delega per l’udienza può essere orale e non è richiesta la presenza del delegante”.

Da sottolinearsi, comunque, che la previsione di delega orale vale soltanto per il sostituto che rivesta la qualifica di avvocato mentre continua a mantenersi la necessità della delega scritta per il sostituto che sia praticante abilitato.

La Corte, infine, conclude il proprio percorso argomentativo affermando che “deve ritenersi tacitamente abrogato, per incompatibilità tra le nuove disposizioni e le precedenti, ai sensi dell’art. 15 disp. prel. cod. civ., l’art. 9 r.d.l. n. 1578 del 1933; abrogazione alla luce della quale gli art. 96, comma 2, cod. proc. pen., e 34 disp. att. cod. proc. pen., debbono essere ormai interpretati nel senso che il difensore titolare possa farsi sostituire per l’udienza, o per l’atto processuale da compiere, conferendo incarico anche solo orale al difensore sostituto, senza essere necessariamente ivi presente, e senza altro onere diverso dalla formale dichiarazione (davanti al giudice e raccolta a verbale) del conferitario di averlo ricevuto; ferme le sue responsabilità di ordine penale, civile e deontologico, per il caso di dichiarazione mendace”.

Si ringrazia il Socio, Avv. Marco Cecchi, per il contributo alla presente Newsletter.