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Cass. civ. Sez. Unite, 25/03/2019, n. 8312

“Il deposito in cancelleria, nel termine di venti giorni dall'ultima notifica, di copia analogica della decisione impugnata redatta in formato elettronico e firmata digitalmente (e necessariamente inserita nel fascicolo informatico) senza attestazione di conformità del difensore ex art. 16 bis, comma 9 bis, D.L. 18 ottobre 2012, n. 179, convertito dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221 oppure con attestazione priva di sottoscrizione autografa, non comporta l'applicazione della sanzione dell'improcedibilità ove l'unico controricorrente o uno dei controricorrenti (anche in caso di tardiva costituzione) depositi copia analogica della decisione stessa ritualmente autenticata ovvero non abbia disconosciuto la conformità della copia informale all'originale della decisione stessa. Mentre se alcune o tutte le controparti rimangono intimate o comunque depositino controricorso ma disconoscano la conformità all'originale della copia analogica non autenticata della decisione tempestivamente depositata il ricorrente, per evitare di incorrere nella dichiarazione di improcedibilità, ha l'onere di depositare l'asseverazione di conformità all'originale della copia analogica della decisione impugnata sino all'udienza di discussione o all'adunanza in camera di consiglio”.

E’ quanto si legge nel testo della sentenza n. 8312 del 25 marzo 2019, in calce alla quale la Suprema Corte ha enunciato una serie di principi di diritto in tema di processo civile telematico.

Segnatamente, I Giudici di Legittimità hanno ritenuto che l'omessa attestazione di conformità della copia analogica della decisione impugnata predisposta in originale telematico e notificata a mezzo PEC non determini l’improcedibilità del ricorso qualora l'unico controricorrente o uno dei controricorrenti (anche in caso di tardiva costituzione) depositi copia analogica della decisione stessa ritualmente autenticata ovvero non abbia disconosciuto la conformità della copia informale all'originale notificatogli.

Diversamente, nel caso in cui l'unico destinatario della notifica del ricorso rimanga soltanto intimato ovvero  il controricorrente disconosca la conformità all'originale della copia della decisione depositata (priva dell'attestazione di conformità), il ricorrente, al fine di evitare la declaratoria di improcedibilità, ha l'onere di depositare l'asseverazione di conformità all'originale della copia analogica entro l'udienza di discussione o all'adunanza in camera di consiglio.

Occorre, altresì, specificare che, quanto sopra detto trova applicazione anche con riferimento all'ipotesi di tempestivo deposito della copia della relata della notificazione telematica della decisione impugnata - e del corrispondente messaggio PEC con annesse ricevute - senza attestazione di conformità del difensore oppure con attestazione priva di sottoscrizione autografa.