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Cass. Sez. Lav. 7 gennaio 2019, n. 138 - Licenziamento per assenza al corso formazione sicurezza

È legittimo il licenziamento del lavoratore che è ingiustificatamente assente al corso di formazione in materia di sicurezza in quanto la sua condotta realizza una grave violazione degli obblighi di diligenza e di fedeltà. Nel caso di specie ricorreva l'ipotesi di una reiterazione specifica, per assenza ingiustificata con riferimento a due anteriori episodi, avvenuti nei due anni precedenti, per i quali erano state comminate due sospensioni dal lavoro. 

 

Cass. Sez. Lav. 11 dicembre 2018, n. 31981 - Trasferimento d’azienda

L’art. 2112 c.c., nel regolare i rapporti di lavoro in caso di trasferimento d'azienda, trova applicazione anche nel caso di retrocessione dell'azienda affittata, nel senso che il cedente assume, a sua volta, gli obblighi di mantenimento dell'occupazione derivanti dalla predetta norma, ma ciò presuppone che l'impresa retrocessionaria (originariamente cedente) prosegua, mediante l'immutata organizzazione dei beni aziendali, l'attività già esercitata in precedenza, vanificandosi, altrimenti, l'intento perseguito dal legislatore.

 

Cass. Sez. Lav. 15 gennaio 2019, n. 834 - Responsabilità solidale   

L'art. 29, c. 2, del d.lgs. 276/2003 in materia di solidarietà tra il committente imprenditore e l'appaltatore, presuppone solo l'accertamento dell'inadempimento dell'obbligazione retributiva da parte dei coobbligati solidali, e non anche la misura della ripartizione interna; pertanto il lavoratore del subappaltatore è esonerato dall'onere di provare analiticamente l'entità dei debiti gravanti su ciascuna delle società appaltatrici per le quali ha prestato la propria attività di lavoro: il committente e ciascun appaltatore sono infatti obbligati per la totalità del debito, salvo esperire in seguito l'azione di regresso verso i coobbligati solidali per un'esatta ripartizione interna del debito.

 

Cass. Sez. Lav. 18 gennaio 2019, n. 1378 - Cigs

In tema di concessione della CIGS, la verifica della specificità dei criteri d’individuazione dei lavoratori da spostare e delle modalità della rotazione deve essere condotta con valutazione in astratto ex ante, e non in concreto ed ex post, dovendo assolvere sia alla funzione di porre le associazioni sindacali in condizione di contrattare i criteri di scelta dei lavoratori da sospendere, sia a quella di assicurare al lavoratore la previa individuazione di tali criteri e la verificabilità dell'esercizio del potere del datore di lavoro.

 

Cass. Sez. Lav. 18 gennaio 2019, n. 1377 - Licenziamento discriminatorio

La nullità del licenziamento discriminatorio discende direttamente dalla violazione di specifiche norme di diritto interno, sicché, diversamente dall'ipotesi di licenziamento ritorsivo, la natura discriminatoria non può essere esclusa dalla concorrenza di un'altra finalità, pur legittima, quale il motivo economico.

Cass. Sez. Lav. 4 febbraio 2019, n. 3186 - Licenziamento per una fusione futura 

Le ragioni invocate dal datore di lavoro a presidio di un licenziamento per esigenze aziendali devono sussistere nel momento stesso in cui è intimato il recesso, risultando viceversa invalido il licenziamento che si fondi su una riorganizzazione aziendale che non abbia ancora prodotto i propri effetti nella compagine aziendale. Nel caso di specie, l’azienda aveva licenziato una lavoratrice per soppressione del posto di lavoro per effetto di una programmata fusione societaria, prima che si realizzasse tale fusione e quindi prima che il licenziamento potesse avere un fondamento nella struttura aziendale autonomamente considerata e non, invece, nella connessione con il trasferimento d’azienda e quindi in violazione con la regola, fissata nel comma 4 dell’articolo 2112 del codice civile, per la quale il trasferimento d’azienda non può costituire di per sé valida ragione di recesso. 

 

Cass. Sez. Lav. 4 febbraio 2019, n. 3196 - Comportamenti discriminatori e regime probatorio

In tema di comportamenti datoriali discriminatori, l'art. 40 del d.lgs. n. 198 del 2006 sulle pari opportunità non stabilisce un'inversione dell'onere probatorio, ma solo un'attenuazione del regime probatorio ordinario in favore del ricorrente, prevedendo a carico del datore di lavoro l'onere di fornire la prova dell'inesistenza della discriminazione, ma a condizione che il ricorrente abbia previamente fornito al giudice elementi di fatto idonei a fondare, in termini precisi e concordanti  anche se non gravi, la presunzione dell'esistenza di atti, patti o comportamenti discriminatori in ragione del sesso. Lo ha ribadito la Corte di cassazione in una recente pronuncia 

 

Cass. Sez. Lav. 12 febbraio 2019, n. 4076 - Licenziamento collettivo. Omessa indicazione criteri di scelta

In materia di licenziamento collettivo, secondo l’attuale normativa, l'omessa indicazione dei criteri di scelta o l'omessa indicazione delle modalità applicative dei criteri di scelta integrano violazioni procedurali che comportano la sola tutela indennitaria, non configurando (anche) violazione dei criteri di scelta. 

 

Cass. Sez. Lav. 13 febbraio 2019, n. 4233 - Licenziamento verbale

Qualora il lavoratore deduca di essere stato licenziato oralmente e faccia valere in giudizio l'inefficacia o invalidità di tale licenziamento, la prova gravante sul lavoratore è limitata alla sua estromissione dal rapporto di lavoro, mentre ricade sul datore di lavoro che eccepisca una diversa causa di estinzione del rapporto medesimo, l'onere di dimostrare i fatti costitutivi su cui tal eccezione si fonda.  

 

Cass. Sez. Lav. 25 febbraio 2019, n. 5425 - Licenziamento di lavoratore in permesso parentale

Il datore di lavoro può procedere legittimamente a licenziare un lavoratore assente dal lavoro per congedo ex art. 4, comma 2, della legge n.53/2000, ricompreso tra i soggetti individuati al termine di una procedura collettiva di riduzione di personale ex articoli 4 e 5 della legge 223/1991. 

 

Cass. Sez. Lav. 27 febbraio 2019, n. 5754  - Oneri contributivi e licenziamento

La Corte di Cassazione ha affermato che:

A) in caso di licenziamento nullo o inefficace il datore di lavoro è tenuto a ricostruire la posizione contributiva ora per allora e a pagare le relative sanzioni civili correlate all’omessa contribuzione;

B) in caso di licenziamento annullato dovuto a giusta causa, non trovano applicazione le sanzioni sopra indicate.

 

Cass. Sez. Lav. 27 febbraio 2019, n. 5749 - Computo delle malattie e degli infortuni professionali nel periodo di comporto

Le assenze del lavoratore dovute a infortunio sul lavoro, o malattia professionale, in quanto riconducibili alla nozione generale di malattia ed infortunio ex art. 2110 c.c., sono normalmente computabili nel previsto periodo di conservazione del posto;  affinché l’assenza per malattia possa essere detratta dal periodo di comporto, non è sufficiente che la stessa abbia un’origine professionale, ossia meramente connessa alla prestazione lavorativa, ma è necessario che, in relazione ad essa ed alla sua genesi, sussista una responsabilità del datore di lavoro ex art. 2087 c.c.. 

 

Cass. Sez. Lav. 18 gennaio 2019, n. 1379 - Diritto di critica

La critica manifestata dal lavoratore all'indirizzo del datore di lavoro può trasformarsi da esercizio lecito di un diritto in una condotta astrattamente idonea a configurare un illecito disciplinare laddove il giudice accerti il superamento dei limiti posti a presidio della dignità della persona umana, così come predeterminati dal diritto vivente. 

 

Cass. Sez. Lav. 21 febbraio 2019, n. 5177 - Licenziamento GMO e trasferimento d’azienda

In tema di trasferimento d’azienda, l'art. 2112, quarto comma, c.c., nel disporre che il trasferimento non può essere di per sé ragione giustificativa di licenziamento, aggiunge che l'alienante conserva il potere di recesso attribuitogli dalla normativa generale; ne consegue che il trasferimento di azienda non può impedire il licenziamento per giustificato motivo oggettivo, sempre che questo abbia fondamento nella struttura aziendale e non nella connessione con il trasferimento o nella finalità di agevolarlo.  -

 

Cass. Sez. Lav. 13 febbraio 2019, n. 4237 - Appalto e responsabilità solidale

Nella successione delle disposizioni diversamente regolanti, alla stregua di solidarietà in senso stretto ovvero sussidiaria (per la previsione di un beneficio di escussione), in caso di appalto di opere o di servizi, la responsabilità del committente imprenditore o datore di lavoro con l'appaltatore, ai sensi dell'art. 29, secondo comma d.lgs. 276/2003, si applica, per la sua natura sostanziale, il regime di solidarietà vigente al momento di assunzione dell'obbligazione, e quindi di insorgenza del credito del lavoratore. 

 

Un ringraziamento alla socia Avv. Elena Lanfranchi per il contributo alla presente newsletter.

 

La Sezione di Diritto del Lavoro - AGGF

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