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EFFICACIA ESTERNA DEL GIUDICATO NEL PROCESSO TRIBUTARIO

 

 Cass. civ. Sez. V, Sent., 10-02-2017, n. 3569

 

Pur rimanendo ferma la regola dell’autonomia di ciascun periodo di imposta, la sentenza del giudice tributario che accerta il contenuto e l’entità degli obblighi del contribuente per un determinato anno d’imposta può riflettersi con efficacia di giudicato nei giudizi, fra le stesse parti, relativi ad imposte dovute per gli anni successivi, solo per quanto attiene a quegli elementi costitutivi della fattispecie che, estendendosi ad una pluralità di periodi di imposta, assumano carattere tendenzialmente permanente.

In particolare, l’efficacia esterna del giudicato sussiste qualora il giudice tributario accerti che l’avviso di accertamento delle imposte dirette relative ad un determinato periodo d'imposta, scaturito dalla medesima attività di indagine della Guardia di Finanza da cui abbia tratto origine anche l’avviso di accertamento relativo al periodo d’imposta successivo, oggetto del giudizio in corso, sia stato annullato, con sentenza passata in giudicato, non soltanto per vizi propri di quell’atto di accertamento, ma anche per vizi riferibili alla ritenuta illegittimità della stessa attività investigativa della Guardia di finanza, costituente presupposto comune di entrambi gli accertamenti. In tal caso il giudicato formatosi sulla illegittimità dell’attività svolta dalla Guardia di finanza non può non spiegare i suoi effetti nelle controversie insorte tra le stesse parti in relazione ad accertamenti, riferiti a periodi d’imposta diversi, scaturiti dalla medesima attività di indagine.

Nel caso di specie, la questione riguardava la violazione del termine di permanenza degli operatori dell'Amministrazione finanziaria presso la sede del contribuente (art. 12, comma 5, l. n. 212/2000).

Al riguardo, la Suprema Corte ha precisato che il giudicato esterno ha natura dei comandi giuridici, la cui interpretazione non si esaurisce in un giudizio di mero fatto. 

Come tale, essendo regula iuris del caso concreto, esso è vincolante anche nell’ipotesi in cui la soluzione interpretativa adottata nella sentenza passata in giudicato non sia condivisa dal giudice investito del giudizio nel cui ambito si esplica l’efficacia del giudicato esterno.

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LEGGE DI STABILITÀ IN PILLOLE:

no tax area per studenti universitari.

 

La legge di stabilità per il 2017 introduce importanti riduzioni ed agevolazioni in tema di tasse universitarie.

In specie, sono esonerati dal pagamento del contributo onnicomprensivo annuale gli studenti che:

a)    appartengono a un nucleo familiare il cui Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) è inferiore o eguale a 13.000 euro;

b)    sono iscritti all'università di appartenenza da un numero di anni accademici inferiore o uguale alla durata normale del corso di studio, aumentata di uno;

c)     nel caso di iscrizione al secondo anno accademico abbiano conseguito, entro la data del 10 agosto del primo anno, almeno 10 crediti formativi universitari; nel caso di iscrizione ad anni accademici successivi al secondo abbiano conseguito, nei dodici mesi antecedenti la data del 10 agosto precedente la relativa iscrizione, almeno 25 crediti formativi.

Tutti i requisiti in esame devono sussistere congiuntamente, a meno che lo studente non sia al primo anno (nel qual caso è sufficiente il soddisfacimento del solo limite ISEE).

Per gli studenti che appartengono a un nucleo familiare il cui ISEE sia compreso tra 13.001 euro e 30.000 euro e che soddisfano entrambi i requisiti di cui alle lettere b) e c), il contributo onnicomprensivo annuale non può superare il 7 per cento della quota di ISEE eccedente 13.000 euro.

Per gli studenti che appartengono a un nucleo familiare il cui ISEE sia inferiore a 30.000 euro e che soddisfano il requisito di cui alla lettera g) (merito), ma non quello di cui alla lettera b) (perché fuori corso), il contributo onnicomprensivo annuale non può superare quello determinato in misura pari al 7% dell’eccedenza di Euro 13.000, aumentato del 50 per cento, con un valore minimo di 200 euro.

Gli studenti dei corsi di dottorato di ricerca che non sono beneficiari di borsa di studio sono esonerati dal pagamento delle tasse o contributi a favore dell'università.

Oltre al contributo onnicomprensivo annuale, la legge di Stabilità introduce il divieto per le università statali di istituire ulteriori tasse o contributi a carico degli studenti, fino al rilascio del titolo finale di studio, fatti salvi i contributi per i servizi prestati su richiesta dello studente per esigenze individuali e le imposte erariali.

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